BIRRA E PROIBIZIONISMO

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BIRRA E PROIBIZIONISMO

Riuscite a immaginare di restare interi anni senza l’amata pinta di birra? Oggi consumare bevande alcoliche è considerato assolutamente lecito e normale. Il mercato ci offre davvero tanta libertà di scelta e bere qualcosa con gli amici è considerato uno dei modi migliori per staccare la mente dagli impegni della settimana.

La birra, in particolare, non possiede una gradazione alcolica che possa causare preoccupazione, se questa viene consumata con moderazione. Al contrario, la birra è considerata una bevanda che fa bene alla nostra salute. È ricca di vitamina B, magnesio, potassio, antiossidanti. È sufficiente assumere la giusta prospettiva, e la birra diventa un buon bicchiere di benessere. Oggi, la maggior parte dei medici la consiglierebbe coma parte di una dieta equilibrata, ma in passato la birra non godeva di altrettanta fiducia.

Nel corso nel Novecento ci sono stati anni in cui bere alcolici era considerato illegale, nemmeno la birra riuscì a salvarsi da queste leggi spietate. L’epoca più conosciuta è senza dubbio il Proibizionismo Americano, durato ben 13 anni.

 

 

birra e proibizionismo

Poco prima degli anni’20, cominciò a diffondersi in America l’idea che l’alcool potesse spingere gli uomini a fare del male. L’influenza della chiesa contribuì a diffondere la credenza che le bevande alcoliche fossero una causa diretta della violenza sul lavoro e gli imprenditori ne approfittarono perché vedevano in questo clima un’opportunità per aumentare la produzione dei lavoratori riducendo gli alcolici. Così, nel 1919 fu ufficialmente proibito il consumo di alcool negli Stati Uniti.

Inutile dire che privare i lavoratori del piacere di una birra al bar non aumentò la produttività del Paese, non sconfisse le malattie o la povertà e non ridusse la criminalità. Anzi, la produzione e la vendita di alcolici passò nelle mani della criminalità organizzata, diventando un vero e proprio business per malavitosi.

Quando, finalmente, nel 1933 Roosvelt mise fine al proibizionismo, in sole 24 ore furono consumati più di un milione e mezzo di barili di birra, con tanto di file infinite fuori dai pub. Nell’approvazione della nuova legge, il politico pronunciò la celebre frase: “I think this would be a good time for a beer”, che noi potremmo tradurre in: credo che questo sia il momento perfetto per una birra”.

birra e proibizionismo

Probabilmente, Roosvelt aveva capito qualcosa in più del mondo rispetto ai suoi colleghi, che invece avevano dato inizio al proibizionismo, o più semplicemente anche lui non riusciva più a stare senza una buona pinta di birra.

Il proibizionismo portò purtroppo alla scomparsa di alcune “ricette originali” se così possiamo chiamarle, di alcune birre artigianali. Un esempio è la Porter Pre-proibizionismo: dal sapore meno amaro rispetto alla Porter di oggi, con un retrogusto dolce dato dalla melassa.

La Kentucky Common era invece una caratteristica birra del luogo che oggi è praticamente scomparsa. Veniva prodotta con materie prime locali e subito distribuita nei pub. Si trattava di una birra caratterizzata da una nota di mais e dal colore rosso intenso per i malti usati, la birra principale nel Kentucky.

Una menzione va fatta anche per il proibizionismo islandese, meno noto ma durato molto più a lungo. Ai poveri islandesi fu vietata la birra per la bellezza di 74 anni, dal 1915 al 1989. I politici del luogo sembravano essere convinti che i cittadini non fossero in grado di bere responsabilmente alcolici a causa del “sangue vichingo” che ancora scorreva nelle loro vene.

La birra era considerata anche più pericolosa dei superalcolici, perché il suo basso tasso alcolico avrebbe potuto indurre chi la beveva ad alzare largamente il gomito e a perdere il controllo di sé. Come se non bastasse, la bevanda non godeva di buona reputazione perché veniva associata alla Danimarca, paese da cui l’Islanda cercava di ottenere l’indipendenza. Fortunatamente, alla fine il Parlamento islandese ha ritrovato la ragione e la birra è tornata a essere legale.

Ancora oggi, il primo Marzo, giorno in cui la legge è ufficialmente entrata in vigore, è il Beer Day, un giorno di festa tutto dedicato alla nostra bevanda preferita.

Fortunatamente, quei tempi bui appartengono al passato e oggi la birra vive il suo massimo splendore anche in Italia. Vieni da noi del Birrificio Etienne a provare una deliziosa birra artigianale di nostra produzione. Siamo a Moglia (MN), in via Garibaldi 36. Vieni a trovarci!



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